Cosa può fare una mente allenata

Updated: Apr 20


Theatrical release poster

Ho rivisto per l'ennesima volta "Free Solo", il premiato film documentario sull'incredibile impresa di Alex Honnold che ha scalato, da solo, a mani nude, El Capitan, una grande roccia alta un chilometro, situata nel Yosemite National Park in California.


Uno sbaglio voleva dire morte certa.


Il film è tecnicamente eccellente, con sequenze mozzafiato, ma questo non è, per me, l'aspetto più significativo.


Quello che mi ha impressionato è l'incredibile lavoro che è riuscito a fare, condizionando la sua mente - e anche il suo corpo, naturalmente - con anni di allenamento e completa dedizione a questo obiettivo.

Alex Honnold - Picture by Niccolò Caranti

Mi è piaciuto subito il suo approccio alla vita, così umile e riservato, molto lontano dai campioni sportivi iconici ma che, allo stesso tempo, trasmette la sua enorme forza di volontà.


È difficile immaginare di fare qualcosa di impegnativo sapendo di morire al minimo errore - e non una volta sola - ma, continuamente, per quasi quattro ore.


Posso pensare ad altri sport pericolosi dove i rischi sono alti, ma avere un incidente non equivale a morte certa come in questo caso.


Forse le situazioni di combattimento sono qualcosa di paragonabile ma, nel caso di Alex, è stata una decisione consapevole, senza alcuna coercizione o necessità, se non la sua volontà di fare qualcosa di straordinario.


Non sono uno scalatore, ma ho cercato di capire in quale stato mentale sia possibile fare qualcosa di così estremo, senza margine di errore.


La mia unica risposta è che devi avere assoluta fiducia nelle tue capacità e, per raggiungere quel livello, devi allenarti e prepararti con una quantità incredibile di impegno.


Ma cosa possiamo imparare da questo fantastico risultato? Dobbiamo diventare scalatori e affrontare la morte in questo modo? Certo che no, ma persone come Alex possono mostrare cosa è possibile fare con concentrazione e disciplina.


Non siamo come lui, ma il punto è che nelle nostre vite "normali" non dobbiamo scalare una roccia a mani nude, ma affrontare le sfide "ordinarie" che tutti abbiamo, partendo dal fatto che, idealmente, siamo adatti a farlo - e a farlo bene - se possiamo prendere esempio e imparare dall'approccio di Alex.


Aristotele, più di duemila anni fa, lo sapeva già:


L'eccellenza è un'arte che si conquista con l'allenamento e l'abitudine. Non agiamo correttamente perché abbiamo la virtù o l'eccellenza, ma le abbiamo perché abbiamo agito correttamente. Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L'eccellenza, quindi, non è un atto ma un'abitudine

Ma non è solo un modo di dire: studi scientifici hanno dimostrato che, quando compiamo azioni per abitudine, sono coinvolte parti diverse del nostro cervello rispetto a quando stiamo imparando.


Quando guidi, per esempio, non pensi più attivamente in termini di sterzo, frenata, cambiare le marce ma lo fai e basta, qualcosa di completamente diverso da quando eri a scuola guida, quando ogni azione era coscientemente pensata ed eseguita.


Quando questo accade, non ci si chiede più "come? cosa? quando?" ma, semplicmente, si agisce.


E questo non vale solo per le abilità ma anche per il comportamento.


Ti faccio un esempio personale: ho sempre avuto un ottimo rapporto con il cibo - mi piace mangiare bene - ma troppo spesso mangiavo troppo, una sorta di compensazione per lo stress e i problemi personali.


Ho deciso di ridurre drasticamente la quantità di alcuni alimenti (soprattutto carboidrati), smettere di consumare bevande zuccherate, limitare moltissimo i superalcolici, mangiare più frutta e verdura, ridurre la carne - in generale, migliorare la mia dieta.


I primi tempi sono stati difficili, avevo sempre fame, ma ho deciso consapevolmente di continuare e così ho fatto. Dopo un po' di settimane, il corpo si è adattato e non solo ho cominciato a vedere i primi risultati - una ricompensa è una spinta motivazionale enorme - ma ho smesso di pormi il problema e, se avevo fame, un'insalata o un frutto era la prima scelta.


Mi sentivo meglio, questo schema si rafforzava, guadagnando più slancio, gli ingredienti per creare un'abitudine.


Certo, non sarà come scalare a mani nude una montagna, ma l'arrivare a poterlo fare è stato come arrivare in vetta.

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